Gli esordi

Un po' di storia

Smartphone, in italiano telefono intelligente, cellulare intelligente, telefonino multimediale, è un dispositivo mobile che abbina funzionalità di telefono cellulare a quelle di gestione dati personali.

Deriva dai dispositivi palmari PDA (Personal Digital Assistant), conosciuto anche come palmtop.

Era un computer di dimensioni ridotte, tali da essere utilizzato nel palmo di una mano.

Equipaggiato di uno schermo tattile fu concepito come agenda elettronica evoluta, con orologio, calendario, calcolatrice, possibilità di memorizzare note e appunti in modo anche vocale.

La produzione e commercializzazione iniziò intorno al 1985. Fu in seguito arricchito e perfezionato con nuove funzioni sempre più evolute, fino ed essere un tutt'uno con i telefoni cellulari del periodo.

Gli odierni smartphone oltre ad essere telefoni cellulari ed agende elettroniche, sono equipaggiati con fotocamera e videocamera, ma soprattutto possono connettersi, anche in modo permanente, ad Internet.

Questa connessione consente la navigazione satellitare, l'invio e ricezione di e-mail con allegati (che possono essere le foto fatte con lo stesso dispositivo) e tutto ciò che può essere fatto da un computer fisso. (Desktop).

Ad esempio, può essere installato e rimosso del software aggiuntivo che va sotto il nome generico di App (abbreviazione di applicazione) specializzato negli usi più vari.

Gli smartphone sono equipaggiati di un sistema operativo (O.S) ed ogni APP deve essere scritta appositamente per l' O.S. sul quale sarà eseguita. Abbiamo così il MAC della Apple, Windows della Microsoft , e Android di Google.

Importante differenza fra i primi due e Android, quest'ultimo è open source, con tutto quello che ne deriva. Le applicazioni utilizzate negli smartphon sono scritte in java e fino a poco tempo fa solo conoscendo questo linguaggio era possibile scriverne.

Quest'obbligo, pur continuando a dover disporre di java sul proprio PC, fu superato dal Massachusetts Institute of Technology, nel seguito del libro definito MIT.

L'operazione fu fatta riprendendo il progetto App Inventor di casa Google dismesso nel Dicembre 2011. App Inventor fu preso in carico dal MIT facendolo diventare App Inventor Edu, chiamato anche MIT App Inventor. Il MIT rilasciò la prima beta pubblica e gratuita dell'applicazione "App Inventor" nel 2012 (nel gennaio 2014 definito App Inventor Classic) raggiungibile all'indirizzo web http://appinventor.mit.edu/

Questa era, (ed è, ora siamo alla versione 2) uno strumento web-based (gira in rete senza bisogno di installazione) e consente a chiunque, in modo visuale, di sviluppare APP per piattaforma Android.

La differenza principale tra i due metodi è che con Java è possibile realizzare qualsiasi programma, con App Inventor il campo è più ristretto, avendo istruzioni formalizzate dal MIT solo per SO Android.

I tecnici del MIT mantengono aggiornato e ampliano questo semplice e fantastico linguaggio di programmazione visuale. Linguaggio adatto anche per chi dispone di scarse conoscenze informatiche ed utilissimo per apprendere la programmazione di software in generale.

Nel gennaio 2014 è stata rilascia la versione 2 di App Inventor (AI2). AI2 è simile ad AI Classic e ne è l'evoluzione disponendo di nuovi componenti e comandi.

I progetti costruiti con App Inventor Classic non possono essere caricati per intero in App Inventor 2. Tuttavia modificando l'estensione del codice sorgente di AI Classic da zip ad aia è possibile caricare il file in AI2.

Da test effettuati ne è riconosciuta l'interfaccia (parte Designer) e non il codice (parte Blocks).

MIT tuttavia prevede di fornire uno strumento per aiutare il trasferimento dei progetti da AI Classic ad AI2, ma afferma che non produrrà comunque una traduzione completa.

Da documenti ufficiali (in inglese) reperibili all'indirizzo: http://appinventor.mit.edu/explore/classic.html

MIT prevede di continuare a sostenere AI Classic almeno per tutta l'estate del 2014, ma consiglia di sviluppare i nuovi progetti con AI2.

Per aggiornare da AI1 ad AI2 le APP sul Play Store è necessario costruire versioni AI2 dell'applicazione e produrre APK assicurandosi che essi sono firmati con la stessa chiave.